Seleziona la tua lingua

MENU / QUADRI, SCULTURE, INSTALLAZIONI

QRcode

Passatempo, 1992

GPO-0706

Stampa fotografica, riproduzioni fotostatiche lacerate, frammenti di vetro, clessidra, teca di plexiglas, base

155 x 60 x 60 cm

Collezione dell'artista

1992, Torino, Galleria Christian Stein: sulla base il ritratto dell’artista è seminascosto da alcuni fogli bianchi e da frammenti di vetro ed è inscritto in un rettangolo delineato a matita sui fogli; la clessidra è coricata al centro dalla base, in corrispondenza degli occhiali nel ritratto. A parete, sul lato lungo dell’ambiente espositivo, è allestita la sequenza di riquadri disegnati e di teche: la teca centrale, nell’asse della base, è sospesa in posizione diritta e racchiude un’altra copia del ritratto dell’artista di Mussat Sartor, capovolto, mentre le altre teche, allestite a losanga, contengono immagini della mano dell’artista mentre realizza Vedo (la decifrazione del mio campo visivo), 1969 oppure mentre trattiene dei fogli. Sulla parete contrapposta, nell’asse della base (e quindi di fronte al ritratto capovolto), la quarta teca, al centro della parete e allestita a losanga in sovrapposizione a un riquadro disegnato in posizione diritta, è circondata da riquadri con orientamenti diversi delineati in ordine sparso, associati in alcuni casi ad altre immagini della mano dell’artista mentre realizza Vedo.
1992, Parigi, Galerie Yvon Lambert: manca la documentazione fotografica.
1993, Parigi, Galerie Yvon Lambert: manca la documentazione fotografica.
1993, Zurigo, Galerie Annemarie Verna: l’allestimento ricalca quello originario (Torino 1992), adattato all’ambiente espositivo: in questo caso la quarta teca e i riquadri disegnati in ordine sparso sono allestiti su una parete più stretta, perpendicolare e contigua al lato lungo con la sequenza di teche e riquadri.
1994, Genova, Galleria Locus Locus:
l'ambiente espositivo di dimensioni limitate suggerisce la presenza di due sole teche a parete, senza alcun intervento a matita. Sulla base l’artista sostituisce i fogli bianchi e il disegno con cinque testimonianze fotografiche di altre sue opere (Giovane che guarda Lorenzo Lotto, 1967, GPO-0140; Vedo (la decifrazione del mio campo visivo), 1969, GPO-0188; Elegia, 1969, GPO-0196) e della mostra personale del 1985 presso la stessa galleria genovese. La clessidra coricata sul ritratto contiene ora sabbia di colore verde.
1997, Sabbioneta, Galleria degli Antichi: le pareti dell'ambiente espositivo interamente affrescate impongono una presentazione dell’opera limitata alla sola base, allestita come a Genova nel 1994 (manca documentazione fotografica dettagliata).
1998, Graz, Neue Galerie: l’artista riformula nuovamente l’allestimento del ritratto sulla base
, ora abbinato a frammenti di riproduzioni fotografiche a colori di motivi astrali (anziché ai precedenti elementi d’immagine). La sequenza a parete è sviluppata su un unico lato dell’ambiente; il ritratto capovolto è omesso e le immagini della mano dell’artista appaiono ora associate a riproduzioni del cielo diurno o notturno (a colori) e del mare aperto (b/n). In corrispondenza del ritaglio centrale sul lato anteriore di ciascuna teca cade una clessidra, con sabbia bianca e orientata in posizione orizzontale, sospesa alla parete con un filo di nylon.
1999, Torino, GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea: l’allestimento riprende quello precedente di Graz, adattato alla situazione espositiva: la sequenza di riquadri e teche è sviluppata su due pareti contrapposte; la base è allestita tra le due pareti, in posizione centrale.
2013, Roma, MACRO: l’opera è rappresentata soltanto dalle quattro teche, sospese a parete in posizione diritta a formare un quartetto (2 x 2 unità, con un intervallo di 18 cm fra l'una e l'altra sia in altezza sia in larghezza). Solo una delle teche accoglie una clessidra, con sabbia bianca e orientata in posizione verticale.
2020, Milano, Galleria Christian Stein: l’allestimento dell’opera include solo la parte su base.

Sotto una moltitudine di frammenti di vetro sono disposti un ritratto fotografico dell'artista (scattato da Paolo Mussat Sartor nel 1971) e delle immagini astrali; in corrispondenza degli occhiali nel ritratto è inoltre distesa una clessidra.
In
Passatempo l'autore guarda attraverso il tempo, nel tentativo di cogliere ciò che il suo sguardo non può rinunciare a inseguire, tra frammenti di tempo (il ritratto del 1971) e indizi di una dimensione assoluta (l’iconografia astrale). La presenza della clessidra in fase di immobilità suggerisce il vano desiderio di trattenere l'istante ideale in cui potrebbe affiorare una visione compiuta, inevitabilmente destinata a disperdersi in frantumi.
L’opera originariamente ideata in due parti – quella attuale su base e un intervento a parete costituito da una sequenza alterna di riquadri e di teche contenenti vari elementi d’immagine – ha conosciuto nel corso del tempo diverse modifiche e integrazioni. Dal 1994 la situazione su base è stata presentata sia singolarmente, sia insieme all’intervento a parete.

Ritratto di Giulio Paolini scattato da Paolo Mussat Sartor, 1971.

1992 Torino, Galleria Christian Stein, Giulio Paolini, dal 29 ottobre.
1992 Parigi, Galerie Yvon Lambert, Giulio Paolini, 28 novembre - 24 dicembre.
1993 Parigi, Galerie Yvon Lambert, Le monde en éclat, l’œuvre en effraction, 16 gennaio - 23 febbraio.
1993 Zurigo, Galerie Annemarie Verna, Giulio Paolini, 4 maggio - 3 luglio.
1994 Genova, Galleria Locus Solus, Giulio Paolini. Locus Solus, dal 28 gennaio, citato come esposto p. 72 nn. D2-3, ripr. col. pp. 29, 31 (vedute dell’opera in mostra); allestimento limitato alla parte su base.
1997 Sabbioneta, Galleria degli Antichi, Giulio Paolini. Esposizione Universale, 25 maggio - 29 giugno, ripr. p. 17, riferimento nel testo di L. Cherubini p. 38; allestimento limitato alla parte su base.
1998 Graz, Neue Galerie im Landesmuseum Joanneum, Giulio Paolini. Von heute bis gestern / Da oggi a ieri, 4 aprile - 31 maggio, citato come esposto p. 181 nn. 9-10 (erroneamente citato come due opere distinte), ripr. pp. 304 (allestimento Genova 1994, particolare), 305 (allestimento Torino 1992, particolare).
1999 Torino, GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Giulio Paolini. Da oggi a ieri, 8 maggio - 25 luglio, citato come esposto p. 37 nn. 2-3 (erroneamente citato come due opere distinte), ripr. pp. 73, 94 (vedute espositive Graz 1998, con particolare), 103 (veduta dell’opera in mostra, particolare).
2013-14 Roma, MACRO Museo d'arte contemporanea Roma, Giulio Paolini. Essere o non essere, 29 novembre 2013 - 9 marzo 2014, citato come esposto p. 154, ripr. p. 95 (veduta dell’opera in mostra), riferimenti nel testo di I. Bernardi p. 87 (italiano) / 93 (inglese) e nella scheda di M. Disch p. 128 (italiano) / 129 (inglese); nella guida alla mostra ripr. p. 33 (veduta espositiva Graz 1998); allestimento limitato alle quattro teche a parete.
2020-21 Milano, Galleria Christian Stein, Giulio Paolini. Qui dove sono, 30 settembre 2020 - 30 gennaio 2021; allestimento limitato alla parte su base.
G. Odoni, Spazi d’arte. Giulio Paolini in interni, in “Casa Vogue”, n. 248, febbraio 1993, ripr. col. p. 95 (veduta espositiva Torino 1992).
R. Denizot, Le monde en éclats, l’œuvre en effraction, inTemporale. Rivista d’arte e di cultura”, a. VIII, n. 31, Lugano, 1993, ripr. pp. 28-29 (veduta espositiva Parigi 1993).
F. Pasini, Giulio Paolini. Una mostra lunga un anno, in “Flash Art” (edizione italiana), n. 184, Milano, maggio 1994, ripr. p. 23 (allestimento Genova 1994, particolare).
M. Disch, Giulio Paolini. Hors-d’œuvre, in Giulio Paolini. La voce del pittore – Scritti e interviste 1965-1995, a cura di Id., ADV Publishing House, Lugano 1995, pp. 106-107, ripr. nn. 26-27 (allestimento Torino 1992, particolari).
Kounellis, Paladino, Paolini, Bianchi, catalogo della mostra, Associazione Culturale Dogana, [Roma 1996], ripr. col. s.p. (allestimento Genova 1994, particolare).
M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 706, pp. 720-721, ripr. e ripr. col. (particolari e veduta espositiva Graz 1998).
Scheda a cura di Maddalena Disch , 24/04/2026