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Vedo (la decifrazione del mio campo visivo), 2003

GPO-0881

Tela preparata, teca di plexiglas, frammenti lacerati di riproduzione fotostatica, matita nera, collage su parete

Teca 100 x 130 cm, tela 50 x 65 cm, misure complessive variabili

Galleria Massimo Minini, Brescia

2003, Milano, Fondazione Prada: l’estensione dell’opera a parete corrisponde ai confini effettivi del campo visivo (225 x 375 cm), segnati alle estremità con il compasso.
2012, Brescia, Galleria Massimo Minini: l’estensione dell’opera è ridotta, proporzionalmente alle dimensioni della parete disponibile e pertanto il numero di frammenti è nettamente inferiore; l’artista dichiara l’interesse per il gesto della mano piuttosto che per l’ampiezza del campo visivo.

Nel foro centrale della teca di plexiglas, una matita nera cerca il contatto con la tela vergine – sospesa all’interno della teca – senza però giungere a sfiorarla. Nello stesso tempo la matita trapassa la punta della matita riprodotta nell’immagine lacerata, trattenuta sul lato esterno della teca, che riproduce la mano dell’artista mentre realizza per la prima volta, il 15 luglio 1969, l’opera Vedo (la decifrazione del mio campo visivo) (GPO-0188)1. Tutt’intorno alla teca, altri frammenti disperdono sulla parete ulteriori particolari della stessa immagine fotografica.
La nuova formulazione di
Vedo ritrova il gesto della mano del 1969, spostando però l’attenzione dalla “decifrazione” del campo visivo al momento del presunto contatto tra la matita e la tela, ovvero all’istante che precede il divenire di un’immagine.

1 A proposito di quell’opera, Paolini ha osservato: “Vedo è lo schema astratto e concettuale della visione, è la traduzione in cifre del fenomeno del vedere. In questo lavoro ho tracciato sulla parete una moltitudine di punti a matita che corrispondono alla ’quantità’ di spazio che avevo di fronte a me.” (G. Paolini nell’intervista di A. Bonito Oliva, in Paolini: opere 1961/73, catalogo della mostra, Studio Marconi, Milano 1973, s.p.)

Riproduzione fotolitografica numerata, realizzata per il mensile “Bolaffiarte”, Torino, n. 31, giugno 1973.

2003 Milano, Fondazione Prada, Giulio Paolini 1960-1972, 29 ottobre - 18 dicembre, citato come esposto p. 403, non ripr.
2012 Brescia, Galleria Massimo Minini, Giulio Paolini, 14 gennaio - 10 marzo.
2018 Angera, Rocca di Angera, Ala Scaligera, Continuum, 8 aprile - 30 settembre, ripr. col. pp. 15, 58-59 (vedute dell’opera in mostra, citato con misure errate “225 x 374 cm”).
Scheda a cura di Maddalena Disch , 13/07/2026