Aula di disegno (Happy Days), 2006
GPO-0925
Stampa fotografica, lastre di plexiglas, matita nera, matita e collage su parete, cavo di acciaio
Due lastre di plexiglas 30 x 40 cm ciascuna, misure complessive variabili
Opera non più esistente
• 2006, Bergamo, GAMeC: la presentazione dell'opera è integrata, sulla parete contrapposta, con l’allestimento di Novero, 1998 (GPO-0825) costituito da una “quadreria” di opere su carta dell’artista legate all’idea di disegno, sovrapposte in modo libero a una trama regolare di riquadri delineata sulla parete.
• 2009, Zurigo: la presentazione dell'opera è abbinata a una parete simmetrica, ubicata in un’altra stanza, all’estremità opposta della galleria, allestita con una quadreria di opere su carta, incentrate sul tema del disegno e del disegnatore (o con particolari di disegni); il registro è datato sulla pagina di sinistra “9.10.2009”.
• 2014, Porto Alegre: nell’ambito della mostra sul tema del disegno, l'opera è accompagnata da altre opere su carta che coinvolgono il tema del disegno.
• 2015-16, Torino: senza alcun altro intervento né relazioni specifiche con il tema del disegno.
Una lastra di plexiglas sospesa all’altezza dello sguardo, a breve distanza dalla parete, è trafitta al centro da una matita nera che si orienta verso l’immagine trattenuta sulla parete per mezzo di un’altra lastra trasparente. L’immagine riproduce un particolare ingrandito di un disegno di Sol LeWitt, ripreso da una sua cartolina inviata a Paolini con gli auguri di “giorni felici per il 2006” (“Happy Days in ’06”, da qui il sottotitolo dell’opera). Sulla parete il disegno in prospettiva propone la veduta di un’“aula di disegno”, con alcuni tavoli in primo piano. In corrispondenza del tavolo centrale è applicata sulla parete la riproduzione fotografica di un registro scolastico, che riporta in calligrafia autografa la data di inaugurazione della mostra in cui il lavoro è presentato, seguita dal titolo dell’opera e dalla firma dell’autore.
Sullo sfondo virtuale dell’aula disegnata, la lastra con la matita rappresenta l’unica traccia materiale, quasi un’apparizione in “prima persona” del Disegno. La matita orientata verso il disegno astratto e riempitivo di LeWitt allude al gesto stesso del disegnare, ovvero all’anima (o all’essenza) del disegno. In altre parole, la convocazione nell’“aula di disegno”, datata all’inaugurazione della mostra in cui l’opera è esposta, interroga, nel qui-e-ora dell’occasione espositiva, l’idea stessa di disegno.
Cartolina di Sol LeWitt a Giulio Paolini, dicembre 2005.
| 2006 | Bergamo, GAMeC Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Giulio Paolini. Fuori programma, 6 aprile - 16 luglio, ripr. col. pp. 76-79 (veduta dell’opera in mostra), riferimento nel testo di G. Di Pietrantonio p. 16. |
| 2009 | Zurigo, Annemarie Verna Galerie, Giulio Paolini. Aula di disegno (Happy Days), 9 ottobre - 28 novembre. |
| 2014 | Porto Alegre (Brasile), Fundação Iberê Camargo, Limites Sem Limites. Desenhos e Traços da arte povera, 22 agosto - 2 novembre, ripr. col. p. 38 (veduta espositiva Zurigo 2009), riferimento nel testo di G. Maraniello p. 9 (portoghese) / 86 (italiano) / 105 (inglese). |
| 2015-16 | Torino, Bookshop Corraini Lingotto, 5 novembre 2015 - gennaio 2016, senza catalogo. |
| • | G. Gazzaneo, Paolini, pensieri allo specchio, in "Luoghi dell'infinito", a. X, n. 97, Milano, giugno 2006, ripr. col. p. 59 (veduta espositiva Bergamo 2006). |
| • | F. Boràgina, D come Disegno - Giulio Paolini, in “Boîte”, a. 01, n. 03, Lissone (Milano), autunno 2009, s.p., ripr. col. s.p. (veduta espositiva Bergamo 2006). |
| • | F. Guzzetti, D come disegno. Della regola e dell’invenzione, in Giulio Paolini. A come Accademia, catalogo della mostra, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, Gangemi Editore, Roma 2023, pp. 68-69, ripr. col. pp. 68, 247 (vedute espositive Bergamo 2006). |