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Les instruments de la passion, 1988

GPO-0613

Cavalletti in legno dipinti di nero, piano di vetro, tela preparata, lampada alogena montata su treppiede, riproduzioni fotografiche lacerate e frammenti di vetro

Opera non più esistente

Sul tavolo costituito da un piano di vetro appoggiato su due cavalletti sono sparsi i frammenti lacerati di una fotografia a colori dell’opera Abat-jour (giochi proibiti) (GPO-0614) e alcuni cocci di vetro, che nell’insieme isolano un quadrato centrale. Attraverso l’area vuota di quest’ultimo, la lampada alogena collocata sotto il tavolo proietta una zona di luce sulla tela preparata, anch’essa di formato quadrato, sospesa al soffitto in posizione inclinata1.
L’origine aneddotica del titolo francese impiegato dall’artista per designare il suo armamentario – gli attributi della sua vocazione e “passione” – risale al ricordo di una visita guidata del
Giudizio universale (1450) di Rogier Van der Weyden a Beaune, in particolare del momento in cui la guida indicò la tavola del polittico in cui sono raffigurati gli strumenti della passione di Cristo.
Lo stesso tema è stato formulato in altre quattro varianti, realizzate rispettivamente nel 1986 (GPO-0581), 1987 (GPO-0588, GPO-0602) e 1998 (GPO-0810).

1 Il formato quadrato richiama quello applicato all’intera esposizione personale per la quale l’opera è stata realizzata (Colonia 1988), così come la fotografia richiama il lavoro allestito all’estremità opposta del percorso espositivo.

1988 Colonia, Kölnischer Kunstverein, Giulio Paolini. Giorno e notte, 22 gennaio - 21 febbraio, ripr. col. s.p., riferimento nel testo di W.M. Faust s.p.
von E bis U. Eine Dokumentations-Collage der Ausstellungen und Aktivitäten von 1973 bis 1989, a cura di E.H. Zander e S. Kraus, Kölnischer Kunstverein, Colonia 1989, ripr. p. 229.
F. Poli, Giulio Paolini, Lindau, Torino 1990, ripr. n. 132.
Inside Out - Museo Città Eventi, catalogo della mostra, Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci, Prato, Edizioni Charta, Milano 1993, ripr. col. p. 57 (nella didascalia a p. 108 indicazione errata del luogo di allestimento).
M. Bertoni, Giulio Paolini. Dove vedo, in “Critica e Documentazione”, supplemento n. 7 del mensile “Segno”, n. 132, Pescara, aprile 1994, p. 25, non ripr. (ripubblicato in M. Bertoni, Tempi e forme. Una ricerca sulle arti visive contemporanee, Hopefulmonster editore, Torino 1998, p. 210 non ripr.).
Giulio Paolini. Von heute bis gestern / Da oggi a ieri, catalogo della mostra, Neue Galerie im Landesmuseum Joanneum, Graz, Cantz Verlag, Ostfildern-Ruit 1998, ripr. col. p. 275.
M. Bandini, Arte che parla dell’arte, in “Ars”, n. 8, Milano, agosto 1999, ripr. col. p. 101.
Giulio Paolini. Premio Internazionale Koinè 2000 alla carriera, catalogo della mostra, Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Palazzo Forti, Verona, Electa, Milano 2001, ripr. col. p. 64 (con datazione errata “1986-98”).
M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 613, p. 630, ripr. col.
E. Franz, “Vedo e non vedo”, in E. Franz et al., Giulio Paolini. Vedo e non vedo (In tema, n. 1), Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino, Corraini Edizioni, Mantova 2014, pp. 35 (italiano) / 36 (inglese), ripr. col. p. 34.
Scheda a cura di Maddalena Disch , 15/05/2026