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GPO-0893

Collage su carta, collage e inchiostro rosso su vetro

Venti elementi incorniciati 31.5 x 22.5 cm ciascuno, misure complessive 132 x 120 cm

Titolato, firmato e datato al verso del ventesimo elemento, al centro: “ “Contemplator enim” / Giulio Paolini / 1991-2004”

Collezione privata

Venti elementi incorniciati, accostati a brevi intervalli, riproducono ognuno il medesimo disegno di un ambiente in prospettiva, con due porte sullo sfondo – nelle prime due file il disegno è capovolto – nel quale sono inseriti di volta in volta uno o più scorci fotografici di un’altra architettura1. Sul vetro delle cornici sono applicati altri particolari di immagini dell’ambiente con le due porte, mentre dal punto focale dell’assieme – all’altezza dello sguardo – si diparte una raggiera delineata a inchiostro rosso su tutte le cornici.
La contrapposizione delle prospettive messe in campo – quella dell’ambiente con le due porte, iterata nei singoli elementi, e quella dell’assieme del quadro, suggerita dalla raggiera — sospende la leggibilità di un’immagine univoca. Se la veduta moltiplicata dello stesso ambiente si sottrae a una chiara identità – la ripetizione e gli inserti disperdono la singolarità e l’autonomia dell’immagine –, lo sguardo d’insieme implicato dalla raggiera suggerisce la veduta di un altro ambiente, anch’esso discontinuo e composito (le due file superiori evocano il soffitto, mentre le due inferiori il pavimento).

1 Il disegno dell’ambiente con le due porte riproduce l’atrio d’ingresso dell’abitazione dell’artista, un motivo introdotto nel 1991 nella serie di lavori intitolati Contemplator enim (da qui la doppia datazione e il titolo dell’opera, cfr. GPO-0681). I particolari fotografici sono invece desunti da riproduzioni della Hall of Sculpture del Carnegie Museum of Art a Pittsburgh; gli elementi dell’opera provengono infatti dal lavoro Contemplator enim, realizzato nel 1992 per la rassegna Carnegie International (cfr. GPO-0688), dove i venti elementi erano allestiti a fregio lungo la trabeazione che divide i due piani del colonnato marmoreo della stessa Hall of Sculpture del Carnegie Museum of Art.

Titolo tratto da Lucrezio, De rerum natura, libro II, versi 114-115 (“Contemplator enim, cum solis lumina cumque inserti fundunt radii per opaca domorum” / “Osserva quando s’infiltrano in una camera buia e vi portano la luce i raggi del sole”).

2004 Roma, Galleria dell’Oca, Giulio Paolini. Carte segrete, 5 novembre 2004 - 10 gennaio 2005.
M. D'Alessandro, L. Laureati, Giulio Paolini. Le cose, materia di disegno, in "disegno industriale", n. 13, Roma, 2005, ripr. col. p. 97.
Scheda a cura di Maddalena Disch , 13/07/2026