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A come Accademia, 2009-10

GPO-1005

Pedana grigia, ingrandimento fotografico e fogli da disegno lacerati, supporti e lastre di plexiglas, cavi di acciaio, cavalletti, calchi in gesso, riproduzioni fotostatiche su carta e su acetato, inchiostro rosso su carta e su acetato

Pedana grigia 8 x 160 x 240 cm, due supporti di plexiglas 58.5 x 80 cm ciascuno, due supporti di plexiglas 43.5 x 58 cm ciascuno, sei calchi h 59 cm ciascuno, una lastra di plexiglas 70 x 70 cm, due lastre di plexiglas 90 x 160 cm ciascuna, misure complessive variabili

Collezione dell'artista

2010, Milano, Accademia di Belle Arti di Brera: la pedana è bianca, con dimensione 22.5 x 203 x 403 cm; le lastre di plexiglas che fungono da piano di lavoro trattengono una moltitudine di elementi cartacei, compresa una planimetria su acetato dell’ambiente espositivo, suddivisa in tre fogli e posata sull’assieme; sul piano orizzontale, in prossimità del cavalletto, sono allineate quattro colonne di gesso, che rispecchiano quelle presenti nello stesso Salone Napoleonico.
2023, Roma, Accademia Nazionale di San Luca: la pedana è grigia, con dimensione 8 x
160 x 240 cm (come quelle delle altre due versioni di A come Accademia in mostra); sul piano orizzontale sei colonne, allestite, in due file parallele, delimitano l’area centrale. Le lastre di plexiglas accolgono solo una parte delle immagini utilizzate in origine, in particolare è omessa la planimetria dell’ambiente espositivo, a favore di un’opera giovanile, collocata tra due lastre di plexiglas 40 x 60 cm ciascuna, intitolata Particolare dell’Atlantide, 1958 (tempera su cartone montato su pannello di masonite, 27.8 x 36 cm, collezione dell’artista).

Quattro supporti di plexiglas, sospesi a diversa altezza tra il soffitto e il suolo, trattengono le parti lacerate di un ingrandimento fotografico del Sisifo (1548-49) di Tiziano, insieme ad alcuni frammenti di fogli da disegno. Nella loro rovinosa traiettoria verticale, le immagini intercettano un cavalletto che, insieme a un secondo cavalletto a ribalta, sorregge due grandi lastre di plexiglas, sovrapposte a costituire un piano orizzontale. Su questo piano di lavoro, sei colonne di gesso delimitano un assieme di riproduzioni fotografiche e di disegni – su carta o su acetato – sparsi tra le due lastre trasparenti: progetti, studi, occhi, mani e altre immagini di repertorio, alcune delle quali squadrate a inchiostro rosso lungo le diagonali. Al primo cavalletto è inoltre appoggiata una lastra di plexiglas, che funge da “fondale”, evocando, in senso ampio, un quadro ancora ignoto.
La figura di Sisifo, che attraverso il motivo della caduta richiama un altro personaggio mitologico, Icaro, precipitato in mare, suggerisce in chiave metaforica l’inevitabile destino dell’artista, che pur consapevole dell’impossibilità di raggiungere il compimento della creazione, non rinuncia a rinnovare costantemente la sua impresa. I materiali di lavoro sparsi sul tavolo e simbolicamente inscritti nell’architettura di un tempio – evocata attraverso le colonne – sono indizi di un’opera in divenire, che rimandano al contesto della progettualità e della riflessione sull’arte: lo studio d’artista, così come l’aula di un’accademia di belle arti (l’opera è nata per una mostra all’Accademia di Belle Arti di Brera, che ha ispirato anche il titolo del lavoro).
Nel 2023, in occasione dell’esposizione personale all’Accademia Nazionale di San Luca a Roma, Paolini ha apportato alcune varianti all’allestimento degli elementi sul piano orizzontale rispetto alla prima presentazione a Milano nel 2010. In particolare, ha omesso la planimetria su acetato del Salone Napoleonico – a Milano posata sull’assieme degli elementi cartacei – a favore di un’opera giovanile, intitolata
Particolare dell’Atlantide (1958), ispirata alla leggendaria isola sommersa di Atlantide e intesa come eco di una meta irraggiungibile. La piccola tempera su cartoncino è collocata tra due lastre di plexiglas trasparente delle dimensioni di Disegno geometrico, il quadro realizzato due anni dopo, nel 1960, e assurto a paradigma concettuale della poetica paoliniana. “Questa scelta è dovuta al mio desiderio di mostrare qualcosa che precedesse la futura assolutezza di Disegno geometrico 1, dichiara l’artista al riguardo, amplificando la condizione di anteriorità, attesa e ricerca rispetto alla dimensione compiuta di un’opera definita.
Lo stesso titolo sigla anche altre due opere, realizzate nel 2023 in occasione della personale all’Accademia Nazionale di San Luca a Roma, intitolata anch’essa
A come Accademia (cfr. GPO-1153, GPO-1154).

1 G. Paolini nell’intervista di A. Soldaini, In dialogo, in Giulio Paolini. A come Accademia, catalogo della mostra, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, Gangemi Editore, Roma 2023, pp. 98-99.

Tiziano Vecellio, Sisifo, 1548-49, olio su tela, 237 x 216 cm, Museo del Prado, Madrid.

2010-11 Milano, Accademia di Belle Arti di Brera, Sala Napoleonica, A come Accademia, 14 dicembre 2010 - 14 marzo 2011, non ripr.
2023 Roma, Accademia Nazionale di San Luca, Giulio Paolini. A come Accademia, 20 aprile - 15 luglio, citato come esposto p. 304, ripr. col. pp. 30 (veduta espositiva Milano 2010), 46-49 (vedute dell’opera in mostra), 99 (veduta espositiva Milano 2010), riferimenti nei testi di A. Soldaini pp. 30-34, F. Guzzetti pp. 71-72.
G. Paolini, A come Accademia, in Giulio Paolini. A come Accademia, catalogo della mostra, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, Gangemi Editore, Roma 2023, pp. 20-21.
G. Paolini nell’intervista di A. Soldaini, In dialogo, ivi, pp. 97, 98-99.
Artisti nello spazio da Lucio Fontana a oggi: gli ambienti nell'arte italiana, catalogo della mostra, Complesso Monumentale del San Giovanni, Catanzaro, Silvana Editoriale, Cinisello Balsamo (Milano) 2013, ripr. col. p. 175 (veduta espositiva Milano 2010).
L. Canova, Negli abissi del tempo. Giulio Paolini e Giorgio de Chirico, in “Metafisica. Quaderni della Fondazione Giorgio e Isa de Chirico”, n. 22-23, Maretti Editore, Imola 2023, p. 127, non ripr.
F. Miglietta, Trascrizione e memorie. Dialogo con Giulio Paolini, in “Abitacolo. Forme e linguaggi del contemporaneo”, a. 24-25, n. 1, Cosenza, 2023-24, ripr. col. p. 48 (veduta espositiva Roma 2023).
G. Paolini, Eccomi. Qui dove sono, Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino 2025, ripr. col. p. 80 (veduta espositiva Roma 2023).
Scheda a cura di Maddalena Disch , 21/07/2026