“Fine” senza fine (Vis-à-vis), 2020
GPO-1107
Stampe fotografiche applicate su Dibond, calco di gesso in frantumi, base bianca
Due stampe fotografiche 150 x 93 cm ciascuna, base 121 x 62 x 62 cm, misure complessive 260 x 485 x 180 cm
Collezione dell'artista
Le due fotografie allestite a una certa distanza riproducono ciascuna, in scala ridotta, una metà dell’opera dello stesso Paolini intitolata Vis-à-vis (Amazzone) (1), 2019 (GPO-1087). Nello spazio antistante, in corrispondenza dell’intervallo fra le due immagini, una base ospita sul piano d’appoggio i frammenti del calco in gesso di un busto femminile, mentre altri frammenti dello stesso calco sono sparsi al suolo, tutt’intorno alla base, come fossero caduti.
Un’immagine scomposta in due parti, fra loro speculari, e i cocci di un calco in frantumi: la dissociazione che sottrae allo sguardo la visione di una figura integra, non impedisce però di ipotizzarne un’immagine. La supposta “fine” è, di fatto, “senza fine” come indica il titolo: a un’opera ne segue un’altra, l’eco di quella precedente ispira quella successiva, tutto si rispecchia e si moltiplica, ma nulla si compie in via definitiva. Nelle parole dell’artista: “Qualsiasi finale non lo è mai veramente – da ogni presunta fine nasce qualcos’altro”1.
1 G. Paolini in conversazione radiofonica con Elena Del Drago in A3 Il formato dell’arte, RAI 3, 11 ottobre 2020.
• Policleto, Testa di Amazzone, V sec. a.C., Musei Vaticani, Roma.
• Fidia, Venere, h 115 cm.
| 2020-21 | Rivoli, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Giulio Paolini. Le Chef-d’œuvre inconnu, 15 ottobre 2020 - 16 maggio 2021, vol. 1: citato come esposto p. 78, ripr. col. pp. 38-39 (veduta dell’opera in mostra), 75 (particolare), riferimento nel testo di M. Beccaria p. 69. |
| • | F. Guzzetti, “Era finora”: distanze e intersezioni, in Giulio Paolini. Era finora, Edizioni Fondazione Luigi Rovati, Milano, Johan & Levi editore, Milano 2022, p. 27 (italiano) / 63 (inglese), ripr. col. p. 26 (veduta espositiva Rivoli 2020). |