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Aula di scultura (circa 1923), 2006

GPO-0926

Incisione su plexiglas, riproduzioni fotostatiche, clessidra, pedana bianca

Quattro volumi di plexiglas 80 x 120 x 80 cm ciascuno, pedana 40 x 320 x 240 cm, misure complessive 120 x 320 x 240 cm

Opera non più esistente

2006, Bergamo, GAMeC: l’opera è presentata con riproduzioni di fotografie scattate da Constantin Brancusi nel suo atelier ed è integrata con altre opere dell’artista che richiamano l’idea di scultura, allestite tutt’intorno.
2008, Carrara, Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti: l’opera è presentata con riproduzioni della scultura
Nove cerchi (1967) di Fausto Melotti (da qui la titolazione dell’opera Aula di scultura (nove cerchi), 2006-08).

Quattro volumi di plexiglas – accostati su una pedana bianca a due gradoni – recano inciso in nero un tracciato lineare, in modo da evocare nell’insieme l’immagine di quattro tavoli di lavoro1. Al centro della pedana, in corrispondenza del punto di contatto dei quattro volumi, sono allestite in cerchio dieci riproduzioni di fotografie scattate dallo scultore Constantin Brancusi nel proprio atelier nel 1923 circa (da qui il sottotitolo dell’opera)2. Sopra i quattro volumi, sempre nel punto di contatto centrale, è invece allestita l’immagine di un registro scolastico, appoggiata in equilibrio precario su una clessidra coricata. Il registro reca iscritta in calligrafia autografa la data di inaugurazione della mostra in cui il lavoro è presentato, il titolo dell’opera e la firma dell’autore.
Nel contesto virtuale dell’aula di studio, le immagini di opere plastiche rappresentano il tema della scultura, proposto come materia di riflessione e di contemplazione. In altre parole, nel qui-e-ora dell’occasione espositiva (evocata attraverso la data sul registro), la convocazione nell’“aula di scultura” interroga l’idea stessa di scultura, la sua anima o essenza.

1
Il motivo dei tavoli è il comune denominatore dei tre lavori realizzati per l’esposizione personale a Bergamo nel 2006, intesi a suggerire un’aula rispettivamente di pittura, disegno e scultura (cfr. Aula di pittura, GPO-0924, e Aula di disegno, GPO-0925).
2 In occasione della seconda presentazione dell’opera a Carrara nel 2008, Paolini ha sostituito le immagini di Brancusi con riproduzioni della scultura Nove cerchi (1967) di Fausto Melotti.

2006 Bergamo, GAMeC Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, Giulio Paolini. Fuori programma, 6 aprile - 16 luglio, ripr. col. pp. 62-65, 69 (vedute dell’opera in mostra), riferimento nel testo di G. Di Pietrantonio p. 15.
2008 Carrara, Aula Magna dell’Accademia di Belle Arti, XIII Biennale Internazionale di Scultura di Carrara. Nient’altro che scultura, 27 luglio - 28 settembre, ripr. col. pp. 56, 57 (vedute espositive Bergamo 2006), riferimento nel testo di R. Ferrario pp. 52, 54 (italiano) / 53, 55 (inglese).
1957/2010. Un percorso nella storia della Biennale di Scultura di Carrara, catalogo della mostra, Accademia di Belle Arti e Centro Arti Plastiche, Carrara 2013, ripr. col. s.p. (veduta espositiva Carrara 2008).
L. Meloni, Il Tempo, la Storia, il Presente, in L’Accademia di Belle Arti di Carrara e il suo patrimonio, catalogo della mostra, Accademia di Belle Arti di Carrara, Carrara, Postmediabooks, Milano 2015, p. 15, ripr. pp. 15, 130 (vedute espositive Carrara 2008).
Giulio Paolini. A come Accademia, catalogo della mostra, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, Gangemi Editore, Roma 2023, ripr. col. p. 247 (veduta espositiva Bergamo 2006).
Scheda a cura di Maddalena Disch , 24/04/2026