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Omega (Il corpo dell’opera), 2004

GPO-0885

Cavalletti, lastre di vetro, tela preparata non intelaiata, riproduzione fotografica accartocciata, frammenti di riproduzione fotografica, frammenti di vetro

Sette lastre di vetro 80 x 80 cm ciascuna, misure complessive variabili

Opera non più esistente

Quattro cavalletti, collocati al centro di ciascuna parete dell’ambiente espositivo, sono associati ognuno a due lastre di vetro e a un diverso intervento:
nel primo cavalletto, allestito accanto all’ingresso, le due lastre sono appoggiate a terra, in equilibrio precario, e trattengono un disegno accartocciato
1;
nel secondo cavalletto, proseguendo in senso orario, una lastra è posata sul cavalletto, come fosse una tela, l’altra è sospesa alla parete retrostante; tra di esse si trova accartocciata una tela preparata;
nel terzo cavalletto, una lastra è distesa a terra, sotto il cavalletto, mentre l’altra è in frantumi, sparsi sopra la lastra integra; alcuni frammenti sono raccolti sulla base d’appoggio del cavalletto;
nel quarto cavalletto, una lastra è posata sul cavalletto, l’altra è sospesa alla parete; una moltitudine di frammenti lacerati, sparsi sul muro dai margini della lastra verso l’esterno, in progressiva decrescita, disperde un disegno deflagrato in particolari irriconoscibili
2.
Il titolo
Omega si inscrive nel disegno concettuale dell’esposizione personale presentata alla Fondazione Querini Stampalia a Venezia nel 2004, per la quale il lavoro è stato ideato. La mostra costituita da tre opere, intitolate Alfa (L’autore senza nome) (GPO-0884), Capogiro (Lo sguardo dello spettatore) (GPO-0886) e Omega (Il corpo dell’opera), metteva in scena i tre “attori” principali del “teatro” dell’Arte: l’Autore (Alfa), l’Opera (Omega) – rispettivamente la prima e l’ultima lettera dell’alfabeto greco, “origine o figura iniziale” e “istante ultimo della definizione”3 – e lo Spettatore.
Nel 2009 l’artista ha riformulato il tema per un nuovo lavoro omonimo (GPO-1110).

1 Si tratta della riproduzione del disegno di un ambiente in prospettiva utilizzato negli anni 1983-85 per la serie di lavori intitolati Trionfo della rappresentazione (cfr. GPO-0507).
2 L’immagine lacerata raffigura il medesimo disegno come quello accartocciato nel cavalletto precedente.
3 G. Paolini, in Giulio Paolini. L'ora X, catalogo della mostra, Fondazione Querini Stampalia, Venezia, Gli Ori, Prato 2004, p. 27. Le tre opere esposte erano allestite in tre diversi ambienti espositivi: Alfa e Capogiro al piano nobile con arredi d’epoca, che ospita le collezioni permanenti, mentre Omega al piano terreno nell’area Carlo Scarpa.

2004 Venezia, Fondazione Querini Stampalia, Giulio Paolini. L'ora X, 28 marzo - 30 maggio, ripr. col. pp. 46-50 (veduta dell'opera in mostra), riferimenti nel testo di C. Bertola, pp. 59-61.
G. Paolini in Giulio Paolini. L'ora X, catalogo della mostra, Fondazione Querini Stampalia, Venezia, Gli Ori, Prato 2004, pp. 27-30.
C. Bertola, Giulio Paolini, in Id., Conservare il futuro, Fondazione Querini Stampalia, Venezia 2023, pp. 53-54, 257, ripr. p. 52 (particolare, veduta espositiva Venezia 2004), ripr. col. p. 160 (veduta espositiva Venezia 2004).
Scheda a cura di Maddalena Disch , 13/07/2026