Le cygne noir, 1993-94
GPO-0724
Cavalletto, inchiostro nero su plexiglas, negativi fotografici, matita nera, lastre di plexiglas incise
Tre lastre di plexiglas 80 x 120 cm ciascuna, misure complessive 250 x 145 x 145 cm
Collezione Paneghini
• 1994, Genova, Galleria Locus Solus: l’opera fa da pendant a Notti bianche (GPO-0723) che include tra gli altri elementi una matita bianca.
Su un cavalletto collocato al centro di due lastre di plexiglas, sovrapposte in modo sfalsato e incise lungo le diagonali (simbolico richiamo alle diagonali di Disegno geometrico, GPO-0001), è appoggiata una terza lastra del medesimo formato, anch’essa squadrata nelle diagonali, che reca disegnato a inchiostro nero il profilo di un cigno in collera. In corrispondenza del suo occhio, che coincide con il punto di incrocio delle diagonali incise, una matita nera trattiene alcuni negativi fotografici di opere precedenti dell’artista.
“I negativi e la matita alludono all’impossibilità della sintesi tra il già visto (i negativi) e la trasparenza (le lastre ancora a terra): tra il prima e il dopo di quell’affermazione intraducibile e sfuggente che è un’opera d’arte“1.
Il titolo si richiama all’omofonia dei termini francesi “cygne” (cigno) e “signe” (segno), rinviando da un lato al tracciato nero del disegno e dall’altro al cigno come simbolo poetico di purezza e bellezza (l’implicito richiamo al “cygne” cantato da Mallarmé e Baudelaire risale a un gruppo di lavori precedenti dell’artista, realizzati dal 1984 e intitolati L’exil du cygne [GPO-0513, GPO-0514, GPO-0610, GPO-0652, GPO-0712, GPO-0915]).
1 G. Paolini in conversazione con M. Disch (2005), in M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 724, p. 739.
Jan Asselijn, De Bedreigde Zwaan, 1650, olio su tela, 144 x 171 cm, Rijksmuseum, Amsterdam.
| 1994 | Genova, Galleria Locus Solus, Giulio Paolini. Locus Solus, dal 25 febbraio, citato come esposto p. 73 n. E2, ripr. col. p. 37. |
| 1994 | Venezia, Museo Correr, “Preferirei di no”. Cinque stanze tra arte e depressione, Museo Correr, Venezia, 30 aprile - 3 luglio, citato come esposto p. 149, ripr. col. p. 48, riferimento nel testo di G. Alessandri p. 41. |
| • | G. Paolini in conversazione con M. Disch (2005), in M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 724, p. 739. |
| • | A. Querci, Giulio Paolini, la métaphore du damier, in “el guía. Art de l’arc méditerranéen”, a. VII, n. 2, Barcellona, febbraio 1994, ripr. col. p. 61. |
| • | M. Disch, Giulio Paolini. Hors-d’œuvre, in Giulio Paolini. La voce del pittore – Scritti e interviste 1965-1995, a cura di Id., ADV Publishing House, Lugano 1995, pp. 123-124, ripr. n. 36. |
| • | M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 724, p. 739, ripr. col. |