Cythère, 1983-84
GPO-0838
Stampa fotografica a colori, collage su vetro infranto
102 x 128 cm
Collezione privata
Una fotografia a colori del mare aperto, incorniciata in una cornice di metallo con la lastra di vetro infranta al centro, accoglie i frammenti lacerati del manifesto dell’esposizione personale allo Studio Marconi di Milano nel febbraio del 1984, che dall’epicentro della frantumazione si disperdono verso l’esterno.
L’opera fa parte del gruppo di dodici varianti omonime, sviluppate fra il 1983 e il 1994 (GPO-0483, GPO-0491, GPO-0503, GPO-0838, GPO-0522, GPO-0560, GPO-0575, GPO-0591, GPO-0634, GPO-0640, GPO-0675, GPO-0721), che si distinguono per la fotografia (le varie inquadrature marine sono state scattate in momenti diversi) e per l’intervento abbinato alla rottura del vetro. Ciascuno dei dodici episodi – il numero rinvia alle ore del giorno o ai mesi dell’anno, intesi come massima dilatazione temporale e indice di ciclicità – evoca l’irrinunciabile, quantunque inappagabile desiderio di conquistare Citera, la mitica isola natale di Afrodite (Venere per i Romani), meta ideale notoriamente irraggiungibile. “Un gesto, dato per risolutivo o irrimediabile, riaffiora invece per disegnare la distanza dell’orizzonte”, scrive l’artista a commento del vetro infranto sullo sfondo marino1. Il titolo francese amplifica la risonanza dell’eco idilliaca, facendo risuonare il dipinto di Jean-Antoine Watteau, L’Embarquement pour Cythère (1717), così come alcuni versi di Charles Baudelaire e Paul Verlaine2.
1 G. Paolini, Suspense. Breve storia del vuoto in tredici stanze, Hopeful Monster editore, Firenze 1988, p. 177.
2 Cfr. Charles Baudelaire, Voyage à Cythère, 1855 (in Les fleurs du Mal); Paul Verlaine, Cythère, 1869 (in Fêtes galantes).
Veduta del mare scattata da Mario Sarotto in Sardegna, 1982.
| • | M. Disch,Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 508bis, p. 520, non ripr. |