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Cythère, 1983-87

GPO-0591

Stampa fotografica a colori, collage su vetro infranto, frammenti di calchi in gesso

Stampa fotografica incorniciata 102 x 128 cm, misure complessive 210 x 128 x 100 cm

Collezione privata, Losanna

Una fotografia a colori del mare aperto, incorniciata in una cornice di metallo con la lastra di vetro infranta al centro, accoglie alcuni cocci di gessi deflagrati tra le linee di rottura del vetro. Al suolo, in corrispondenza dell’epicentro della frantumazione, sono invece allestiti un paio di ali in gesso e la parte superiore di un calco della testa dell’Hermes di Prassitele, mentre con graduale diradamento verso l’esterno sono sparsi altri cocci isolati.
L’opera fa parte del gruppo di dodici varianti omonime, sviluppate fra il 1983 e il 1994 (GPO-0483, GPO-0491, GPO-0503,
GPO-0838, GPO-0522, GPO-0560, GPO-0575, GPO-0591, GPO-0634, GPO-0640, GPO-0675, GPO-0721), che si distinguono per la fotografia (le varie inquadrature marine sono state scattate in momenti diversi) e per l’intervento abbinato alla rottura del vetro. Ciascuno dei dodici episodi – il numero rinvia alle ore del giorno o ai mesi dell’anno, intesi come massima dilatazione temporale e indice di ciclicità – evoca l’irrinunciabile, quantunque inappagabile desiderio di conquistare Citera, la mitica isola natale di Afrodite (Venere per i Romani), meta ideale notoriamente irraggiungibile. “Un gesto, dato per risolutivo o irrimediabile, riaffiora invece per disegnare la distanza dell’orizzonte”, scrive l’artista a commento del vetro infranto sullo sfondo marino1. Il titolo francese amplifica la risonanza dell’eco idilliaca, facendo risuonare il dipinto di Jean-Antoine Watteau, L’Embarquement pour Cythère (1717), così come alcuni versi di Charles Baudelaire e Paul Verlaine2.

1 G. Paolini, Suspense. Breve storia del vuoto in tredici stanze, Hopeful Monster editore, Firenze 1988, p. 177.
2 Cfr. Charles Baudelaire, Voyage à Cythère, 1855 (in Les fleurs du Mal); Paul Verlaine, Cythère, 1869 (in Fêtes galantes).

Veduta del mare scattata da Mario Sarotto in Sardegna, 1982.

G. Paolini, Suspense. Breve storia del vuoto in tredici stanze, Hopeful Monster editore, Firenze 1988, p. 177.
“Ligeia”, n. 1, aprile-giugno 1988, ripr. fuori testo p. 2 (primo stato).
Arte moderna. L’arte contemporanea dal secondo dopoguerra ad oggi, n. 28, Giorgio Mondadori & Associati editori, Milano, 1993, p. 200, ripr. (primo stato, con maggiore rottura del vetro).
Dossier: Arte Povera, in “Ligeia”, nn. 25-28, Parigi, ottobre 1998 - giugno 1999, ripr. p. 92 (primo stato).
Giulio Paolini, pieghevole, Studio La Città, Verona 2007, ripr. (secondo stato, particolare, con datazione errata “1986”).
M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 591, p. 605, ripr. col.
Scheda a cura di Maddalena Disch , 30/01/2026