A come Accademia (III), 2023
GPO-1154
Pedana grigia, basi bianche, calchi in gesso, stampa digitale su tessuto acrilico, inchiostro rosso su ingrandimento fotografico, tela preparata, disegno accartocciato, passe-partout, leggio, inchiostro nero e rosso su passe-partout, frammenti di riproduzioni fotostatiche, lastre di plexiglas
Pedana 8 x 160 x 240 cm, tre basi: 200 x 50 x 50 cm, 70 x 50 x 50 cm, 50 x 50 x 50 cm, un calco 115 x 40 x 58 cm, un calco 37 x 20 cm, tessuto 283 x 395 cm, ingrandimento fotografico 50 x 50.5 cm, tela 40 x 40 cm, disegno accartocciato Ø 15 cm, un passe-partout 50 x 50 cm, un passe-partout 50 x 70 cm, leggio 131 x 91 cm, due lastre di plexiglas 50 × 70 cm ciascuna, misure complessive 380 x 210 x 243 cm
Collezione dell'artista
Due basi di diversa altezza, sovrapposte in modo sfalsato, fungono da supporto al calco in gesso della Venere di Fidia. Da un’altra base, più alta, ricade a terra un lungo tessuto, che riproduce una fotografia dello studio dell’artista. In basso, sulla pedana, sono disposti alcuni elementi di repertorio: una tela rovesciata, il calco in gesso di una testa di Afrodite (legata all’idea classica di bellezza, come Venere), il progetto di un’opera del 1987 (GPO-0611) e un passe-partout bianco. A breve distanza, su un leggio, un secondo passe-partout, trattenuto fra due lastre di plexiglas, reca accennati in nero gli assi mediani e in rosso le diagonali, mentre dalla finestra vuota si affacciano alcuni frammenti lacerati di riproduzioni fotografiche (prove di colore, cieli notturni e diurni), che “sembrano fare eco alle figure dell’assieme”1.
Gli oggetti e i materiali allestiti sulla pedana alludono a uno studio d’artista: un “luogo eletto”, predisposto a ospitare il divenire di un’opera, annunciato anche attraverso i frammenti di immagine nell’inquadratura del passe-partout sul leggio. L’inquadratura stessa suggerisce i limiti entro i quali un’immagine o un quadro potrebbe manifestarsi, mentre il disegno sul passe-partout richiama la squadratura di Disegno geometrico (1960, GPO-0001), contenitore potenziale di tutte le immagini passate, presenti e future.
Come indica il titolo, l’opera costituisce la terza versione del tema A come Accademia, sviluppato nel 2010 e ripreso nel 2023, in occasione dell’esposizione personale all’Accademia Nazionale di San Luca a Roma, dove le tre versioni dialogano con il contesto accademico, evocando rispettivamente la figura dell’autore, l’idea di modello e lo studio d’artista (cfr. GPO-1005, GPO-1153, GPO-1154).
L’assieme dei materiali allestiti sulla pedana riformula inoltre, con alcune variazioni e omissioni, il lavoro intitolato Expositio, realizzato nel 2019 (GPO-1091).
1 G. Paolini nell’intervista di A. Soldaini, In dialogo, in Giulio Paolini. A come Accademia, catalogo della mostra, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, Gangemi Editore, Roma 2023, p. 99.
• Fidia, Venere, h 115 cm.
• Testa di Afrodite, fonte non identificata.
• Veduta dello studio di Giulio Paolini scattata da Paolo Mussat Sartor, 1997.
| 2023 | Roma, Accademia Nazionale di San Luca, Giulio Paolini. A come Accademia, 20 aprile - 15 luglio, citato come esposto p. 304., ripr. col. pp. 54-57 (vedute dell’opera in mostra), riferimenti nei testi di A. Soldaini pp. 36-38, F. Guzzetti pp. 73-74. |
| • | G. Paolini, A come Accademia, in Giulio Paolini. A come Accademia, catalogo della mostra, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, Gangemi Editore, Roma 2023, p. 20. |
| • | G. Paolini nell’intervista di A. Soldaini, In dialogo, ivi, p. 99. |
| • | G. Paolini nell’intervista di G. dalla Chiesa, Giulio Paolini. Una conversazione, in “art a part of cult(ure)”, magazine online, 23 maggio 2023. |