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Arianna, 2025

GPO-1184

Inchiostro rosso, matita e collage su tela rovesciata in teca di plexiglas, cavalletto, stampa digitale su tessuto acrilico

Teca 129 x 93 cm, misure complessive variabili

Titolato, datato e firmato al verso della tela, in alto a sinistra: " "Arianna" / 2025 Giulio Paolini"

Collezione dell'artista

La tela rovesciata, inserita in una teca allestita al suolo su un cavalletto, reca applicata un'immagine lacerata della figura femminile della Stele funebre di Giovanni Falier di Antonio Canova (la collocazione al suolo richiama la posizione seduta della donna in grandezza al vero). Lo sguardo della figura incrocia un tracciato lineare a raggiera, delineato a inchiostro rosso, che si sovrappone ad altre due immagini, fra loro sfalsate, raffiguranti rispettivamente una veduta fotografica dell'atrio d'ingresso dell'abitazione dell'artista e una tavola architettonica, tratta da un manuale seicentesco di prospettiva1. Tra le due immagini prospettiche si staglia un riquadro bianco, inserito per metà nella veduta dell'atrio e per metà proseguito a matita sul disegno architettonico. La figura è corredata inoltre di un lungo drappo raffigurante uno scorcio di cielo, che ricade a terra come a prolungare la veste della figura.
Il quadro senza volto, il punto di fuga del disegno architettonico posto in risalto dalla raggiera rossa e la veduta dell'atrio (stanza vuota o palcoscenico adibito a ospitare imprevedibili apparizioni): tutto prelude o predispone all'attesa, senza inizio né fine, di una visione. In questo senso, spiega l'autore, va inteso anche il titolo, che rimanda ai quadri metafisici di Giorgio de Chirico, "nei quali compare spesso la statua di Arianna, figura in eterna attesa di accogliere l'immagine"
2.

1 L'immagine a colori risale all'edizione Contemplator enim, 1991 (cfr. GPE-0080). La tavola seicentesca di Jan Vredeman de Vries è stata spesso utilizzata da Paolini, a partire dall’edizione Senza titolo del 1976 (GPE-0026) e in particolare dal 2008 (cfr. tra le opere su carta GPC-1116, GPC-1792, GPC-1289, GPC-1644, GPC-1793, GPC-2279, GPC-2361). La tela, già utilizzata nell'opera Qui e ora (Roma, 15 febbraio 2013), 2013 (GPO-1026), risale al ciclo di lavori intitolati L'ospite, avviato nel 1989 (cfr. GPOP-0643), da qui la presenza al recto di una fotografia virata in blu.
2 G. Paolini in conversazione con M. Disch, 5 giugno 2025.

Antonio Canova, Stele funeraria di Giovanni Falier, 1808, marmo, 221 x 120 cm, Chiesa di S. Stefano Protomartire, Venezia.

2026 Milano, Galleria Christian Stein, Giulio Paolini. In studio (ora come allora), dal 4 giugno.
G. Paolini, Eccomi. Qui dove sono, Fondazione Giulio e Anna Paolini, Torino 2025, ripr. col. p. 122.
Scheda a cura di Maddalena Disch, 16/06/2026