Nodo scorsoio (da L.F. Céline), 2022
GPC-2203
Matita e collage su carta
30 x 30 cm
Titolato, firmato e datato al verso, al centro: “ “Nodo scorsoio” / (da L.F. Céline) / Giulio Paolini / 2022”
Collezione privata, Brescia
Sullo sfondo di un cielo in tonalità arancio-azzurre, l’occhiello di un nodo scorsoio trattiene l’immagine del globo terrestre, mentre in basso un ritaglio lacerato nella riproduzione del cielo accoglie la fotografia di una rosa gialla.
Il collage è stato realizzato per l’edizione grafica dallo stesso titolo (GPE-0155), commissionata nel medesimo anno dall’editore Bertelli, Brescia, per una cartella che include il brano A nœud coulant di Louis-Ferdinand Céline (l’alba, la rosa e il cappio sono motivi presenti nel testo della canzone).
Nell’ambito dell’iconografia paoliniana, il cielo, il globo e la rosa hanno una valenza metaforica: il cielo e il pianeta rappresentano una dimensione ineffabile, che connota il significato dell’arte, mentre la rosa gialla (ripresa da un racconto di Jorge Luis Borges) richiama l’impossibilità di trattenere in perfetto equilibrio o fissare in una forma definitiva quella dimensione inafferrabile1.
1 Il motivo della rosa gialla proviene dall’emblematico racconto di Jorge Luis Borges, Una rosa amarilla, in cui il poeta del Seicento italiano Giambattista Marino, in punto di morte, osservando una rosa gialla intuisce l’impossibilità di esprimerne l’inafferrabile essenza (prima pubblicazione nella raccolta di racconti L’artefice [1960], cfr. Borges. Tutte le opere, a cura di D. Porzio, I Meridiani, Oscar Mondadori Editore, Milano 1998, p. 1141). Il testo di Borges è ripetutamente citato da Paolini nei suoi scritti e nelle sue opere fin dal 1970 (cfr. i lavori di grande formato GPO-0197, GPO-0941, GPO-1069, GPO-1072).
Titolo ripreso dalla canzone di Louis-Ferdinand Céline Au nœud coulant (1937).