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Era vero (Averroè), 1983-85

GPO-0543

Cappello a cilindro, pagine di libro strappate, lastra di vetro

40 x 40 x 40 cm

Opera non più esistente

Un cilindro Borsalino è capovolto su una lastra di vetro che trattiene due pagine a stampa, in cui appare riprodotta l’opera dell’artista intitolata Averroè (1967, GPO-0138) 1. Al suo interno, il cappello accoglie le pagine lacerate del catalogo della mostra personale del 1985 alla Galerie Maeght Lelong a Parigi, per la quale l’opera è stata realizzata.
La “verità”, evocata nel titolo attraverso l’anagramma di “Averroè”, si riferisce alle testimonianze “vere” (dichiarazioni e immagini stampate) raccolte nel cilindro, ma anche alla corrispondenza “vera” fra la pluralità di bandiere di
Averroè e la moltitudine di pagine strappate. La verità, per contro, resta plurale: la verità dell’opera rimane un insieme di ipotesi e indizi da estrarre a sorte.
Il cappello a cilindro, introdotto nella variante inaugurale di questa serie, costituisce un elemento complementare dell’abito da cerimonia – adoperato dall’artista fin dal 1980 – e richiama inoltre il gioco di prestigio e la figura dell’artefice-attore, mago e prestigiatore.
L'opera fa parte di una serie di sette varianti, realizzate in occasione di esposizioni personali fra il 1983 e il 1985, che si distinguono per la diversa fonte delle pagine inserite nel cappello (GPO-0489, GPO-0499, GPO-0505, GPO-0509, GPO-0524, GPO-0543, GPO-0550).

1 La doppia pagina è tratta dalla prima monografia dedicata all’artista: G. Celant, Giulio Paolini, Sonnabend Press, New York 1972, pp. 58-59.

1985 Parigi, Galerie Maeght Lelong, Giulio Paolini. Melanconia ermetica, 14 maggio - 29 giugno, citato come esposto p. 32 n. 6, non ripr.
M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 543, p. 554, ripr.
Scheda a cura di Maddalena Disch , 02/02/2026