L’ospite, 1992
GPO-0708
Stampa fotografica montata su tela, tela preparata, sedie, stampe fotografiche, foglio di carta bianca, foglio di carta nera
Tela preparata 120 x 160 cm, stampa fotografica 126 x 91 cm, due fogli 39 x 27 cm ciascuno
Opera non più esistente
• 1982, Sidney, Art Gallery of New South Wales: l’opera è allestita con una tela virata in rosso e non include altri elementi oltre alle sedie e alle due tele.
• 2000, Torino, Palazzo Cavour: l’allestimento si compone di una tela virata in blu e di quattro elementi cartacei disposti in vario modo: due riproduzioni fotografiche, un foglio bianco e uno nero. Le due sedie – moderne e trasparenti – sono prese in prestito sul posto.
Una fotografia a colori montata su tela, stampata in negativo e virata in blu, è appoggiata su una sedia orientata in senso speculare rispetto al modello fotografico, mentre una seconda seduta, collocata al centro di una tela preparata distesa a terra, richiama la sedia con lo specchio nella fotografia. Altri quattro elementi d’immagine sono sparsi tra le sedie e la tela al suolo: sulla sedia vuota è posata una fotografia del primo allestimento dell’opera (diverso da quello successivo); ai piedi dell’altra sedia è disposta una stampa fotografica in positivo dell'immagine montata su tela; sulla seduta della stessa sedia si trova un foglio di carta bianca, mentre sotto la tela distesa a terra è parzialmente trattenuto un foglio di carta nera.
La fotografia montata su tela riproduce una situazione allestita dall’artista nell’atrio della sua abitazione, davanti a una porta socchiusa, con due sedie orientate l’una verso lo spettatore e l’altra in modo speculare. Sulla sedia a destra è collocato il dipinto Nota intima (1887) di Angelo Garino, mentre su quella a sinistra è disposto uno specchio ovale che riflette l’incisione, posata sul pavimento fuori campo, raffigurante William Hogarth mentre dipinge la Musa comica1.
Il titolo – utilizzato per la prima volta nel 1986 (GPO-0569) – rinvia al ruolo attribuito da Paolini all’autore, tema centrale di numerosi suoi lavori degli anni Ottanta. Dal momento che nel suo universo di pensiero l’opera è un’entità offerta allo sguardo dello spettatore nel suo stesso farsi o annunciarsi, l’autore non può che ritirarsi per riservare il campo all’opera e al suo ipotetico divenire. Uscito di scena – come indica la porta socchiusa nella fotografia montata su tela – l’autore diventa “ospite” di qualcosa di preesistente, su cui non rivendica nessun diritto, salvo quello di assistere al suo eventuale rivelarsi.
L’opera fa parte di un gruppo di sei varianti, realizzate fra il 1989 e il 1999 (GPO-0643, GPO-0676, GPO-0708, GPO-0719, GPO-0833, GPO-0958), che si distinguono per il viraggio, la stampa in positivo o in negativo e l’allestimento della fotografia montata su tela, ambientata di volta in volta in una scena suggerita dalla sua stessa composizione.
1 Si tratta dell'ultimo stato (1764) dell’autoritratto intitolato William Hogarth Painting the Comic Muse, in cui la base della colonna reca il titolo "commedia" e la maschera che la musa tiene in mano è quella di un satiro; ai piedi del cavalletto è appoggiata una copia del trattato sulla bellezza dello stesso Hogarth (The Analysis of Beauty). Sia il dipinto di Garino sia l’incisione di Hogarth appartengono alla collezione privata dell’artista.
• Fotografia dell’atrio di casa di Giulio Paolini scattata da Paolo Mussat Sartor, 1988.
• William Hogarth, William Hogarth Painting the Comic Muse, 1764, incisione, ultimo stato, 75 x 60 cm, Collezione Giulio Paolini.
• Angelo Garino, Nota intima, 1887, olio su tela, 95 x 140 cm, Collezione Giulio Paolini.
| 1992-93 | Sydney, Art Gallery of New South Wales, The Boundary Rider. 9th Biennale of Sydney, 15 dicembre 1992 - 14 marzo 1993, citato come esposto p. 295, ripr. col. p. 187. |
| 1994-95 | Vienna, Museum moderner Kunst Stiftung Ludwig, Kommentar zu Europa 1994, 20 gennaio - 27 febbraio, itinerante: Parigi, Mutualité Française, 2-13 novembre; Valencia, Palau dels Scala, dicembre 1994 - febbraio 1995; catalogo Vienna: ripr. col. p. 217; catalogo Valencia: ripr. col. p. 91. |
| 2000 | Torino, Palazzo Cavour, Luci in galleria da Warhol al 2000. Gian Enzo Sperone 35 anni di mostre fra Europa e America, 6 ottobre 2000 - 14 gennaio 2001, non ripr. (l’opera citata come esposta è stata sostituita all’ultimo momento). |
| • | M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 708, p. 723, ripr. col. |