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L’ospite, 2007

GPO-0958

Stampa fotografica applicata su tela, tela rovesciata, foglio da disegno lacerato, collage su tela preparata, collage su carta nera, sedia, lastra di plexiglas, sfera di plexiglas

Stampa fotografica 126 x 91 cm, tela rovesciata 140 x 100 cm, tela preparata e lastra di plexiglas 65 x 51 cm ciascuna, sfera Ø 50 cm, collage su carta nera 38 x 30 cm, misure complessive 175 x 140 x 95 cm

Collezione privata, Torino

L’opera allestita a ridosso di una parete è costituita da elementi diversi, correlati fra loro da relazioni speculari o complementari, suggerite dalla fotografia situata al centro del lavoro.
La fotografia stampata in negativo, virata in rosso e applicata su tela riproduce una situazione allestita dall’artista nell’atrio della sua abitazione, davanti a una porta socchiusa, con due sedie orientate l’una verso lo spettatore e l’altra in modo speculare. Sulla sedia a destra è collocato il dipinto
Nota intima (1887) di Angelo Garino, mentre su quella a sinistra è disposto uno specchio ovale che riflette l’incisione, posata sul pavimento, fuori campo, raffigurante William Hogarth mentre dipinge la Musa comica1.
La fotografia è appoggiata su una sedia, che richiama in termini speculari la sedia con il quadro riprodotta nella fotografia. Sul piano d’appoggio della seduta, un collage su carta nera raddoppia l’immagine della fotografia, ma senza viraggio e corredata di un disegno di orbite – riprodotto in negativo (bianco su nero) e di formato tondo – inserito in corrispondenza della sedia sinistra nella fotografia. Al suolo è distesa una tela preparata – la gamba posteriore sinistra della sedia poggia sulla tela – che reca applicato in posizione eccentrica una metà del disegno orbitale posato sulla sedia, riprodotto in positivo (nero su bianco). Il disegno è sormontato da una sfera di plexiglas, che dialoga con le traiettorie orbitali. Dietro la fotografia montata su tela, allestita sulla sedia, una tela orientata al verso e appoggiata alla parete – con un foglio da disegno lacerato inserito nella traversa orizzontale del telaio – sembra riflettere specularmente la tela con la fotografia.
L’opera fa parte di un gruppo di sei varianti, realizzate fra il 1989 e il 1999 (GPO-0643, GPO-0676, GPO-0708, GPO-0719, GPO-0833, GPO-0958), che si distinguono per il viraggio, la stampa in positivo o in negativo e l’allestimento della fotografia montata su tela, ambientata di volta in volta in una scena suggerita dalla sua stessa composizione.

1 Si tratta dell'ultimo stato (1764) dell’autoritratto intitolato William Hogarth Painting the Comic Muse, in cui la base della colonna reca il titolo "commedia" e la maschera che la musa tiene in mano è quella di un satiro; ai piedi del cavalletto è appoggiata una copia del trattato sulla bellezza dello stesso Hogarth (The Analysis of Beauty). Sia il dipinto di Garino sia l’incisione di Hogarth appartengono alla collezione privata dell’artista.

Fotografia dell’atrio di casa di Giulio Paolini scattata da Paolo Mussat Sartor, 1988.
William Hogarth,
William Hogarth Painting the Comic Muse, 1764, incisione, ultimo stato, 75 x 60 cm, Collezione Giulio Paolini.
Angelo Garino,
Nota intima, 1887, olio su tela, 95 x 140 cm, Collezione Giulio Paolini.

2011 Asti, Fondo Giov-Anna Piras, Imaginae 1960-1990, 21 maggio - 23 dicembre, ripr. col. s.p. (allestimento presso collezione privata, Torino).
Scheda a cura di Maddalena Disch , 02/02/2026