L’ospite, 1999
GPO-0833
Stampa fotografica a colori applicata su tela, sedie, cavalletto, tele preparate, telai, portadisegni in legno, riproduzione fotostatica e altri elementi cartacei, riflettore
Stampa fotografica 153.5 x 108 cm, tre tele: 160 x 240 cm, 140 x 210 cm, 155 x 110 cm, due telai: 224 x 174 cm, 80 x 120 cm, misure complessive ca. 320 x 390 x 343 cm
Glenstone Foundation, Potomac, Maryland
• 1999, Ginevra, Centre d’art contemporain: il ritratto di Borges, posato su una cassa da trasporto, è firmato e siglato dall’artista, con il luogo e la data di inaugurazione della mostra (“Genève, 22.6.1999”, Ginevra è il luogo di sepoltura dello scrittore argentino). Secondo le intenzioni originarie dell’artista – abbandonate dopo il 2010 –, l’“ospite” di volta in volta diverso avrebbe implicato variazioni nel genere del supporto e nel soggetto del ritratto, in base al luogo e alla situazione espositiva. A titolo di esempio, nel 2008 Paolini dichiarava: “per pura ipotesi: a Genova, una fotografia di Paul Valéry (a proposito della Nuit gênoise); a Torino, con Italo Calvino...”.
• 2013, Roma, MACRO: la cassa da trasporto viene sostituita con un portadisegni (collocato davanti alla grande tela sul cavalletto), che accoglie tre fogli bianchi, una cartella nera, la riproduzione di Borges mentre firma una sua opera trattenuta su un foglio bianco più grande mediante un fermaglio metallico e un'altra riproduzione (non identificata) arrotolata a cartiglio. L'idea di questi elementi è di rendere più "casuale" e meno isolata la presenza di Borges (gli elementi cartacei sono intercambiabili, secondo la situazione e la disponibilità). L’artista aggiunge inoltre un secondo telaio, più piccolo (80 x 120 cm) disteso sulla tela al suolo, e una terza tela (155 x 110 cm), orientata al verso e appoggiata alla parete accanto alla sedia con la fotografia.
• 2015, New York, Marian Goodman Gallery: in luogo della tela rovesciata appoggiata contro la parete, si trova una nuova tela bianca (155 x 110 cm).
L’opera allestita in un ambiente parzialmente oscurato evoca uno “studio d’artista”, seminascosto allo sguardo dello spettatore da una grande tela, appoggiata su un cavalletto orientato verso il fondo della stanza e illuminata da un riflettore. Dietro questo “schermo”, due sedie fanno eco a quelle raffigurate nella fotografia montata su tela, appoggiata sulla seduta rivolta verso la parete. Al suolo, ai piedi del cavalletto sono distesi una tela preparata e un telaio, mentre un’altra tela e un secondo telaio sono appoggiati contro le pareti. In primo piano rispetto allo spettatore si trova un portadisegni, dal quale si affaccia, tra alcuni elementi cartacei, un ritratto fotografico di Jorge Luis Borges intento a firmare un suo manoscritto.
La fotografia montata su tela riproduce una situazione allestita dall’artista nell’atrio della sua abitazione, davanti a una porta socchiusa, con due sedie orientate l’una verso lo spettatore e l’altra in modo speculare. Sulla sedia a destra è collocato il dipinto di Angelo Garino Nota intima (1887), mentre su quella a sinistra è disposto uno specchio ovale che riflette l’incisione, posata sul pavimento fuori campo, raffigurante William Hogarth mentre dipinge la Musa comica1.
Il titolo rinvia al ruolo attribuito da Paolini all’autore: dal momento che nel suo universo di pensiero l’opera è un’entità offerta allo sguardo dello spettatore nel suo stesso farsi o annunciarsi, l’autore non può che ritirarsi per riservare il campo all’opera e al suo ipotetico divenire. Uscito di scena – come indica la porta socchiusa nella fotografia – l’autore diventa “ospite” di qualcosa di preesistente, su cui non rivendica nessun diritto, salvo quello di assistere al suo eventuale rivelarsi. Borges, intento a “firmare” l’opera, certifica l’autenticità della scena – o dell’opera in fieri nell’atelier de L’ospite, di cui l’autore, insieme a noi, è un testimone anonimo e silenzioso.
L’opera fa parte di un gruppo di sei varianti, realizzate fra il 1989 e il 2007 (GPO-0643, GPO-0676, GPO-0708, GPO-0719, GPO-0833, GPO-0958), che si distinguono per il viraggio, la stampa in positivo o in negativo e l’allestimento della fotografia montata su tela.
1 Si tratta dell'ultimo stato (1764) dell’autoritratto intitolato William Hogarth Painting the Comic Muse, in cui l’artista inglese è intento a dipingere la Musa della Commedia, raffigurata con la maschera di un satiro in una mano e associata alla scritta “Comedy” sulla base della colonna a destra; ai piedi del cavalletto è appoggiata una copia del trattato sulla bellezza dello stesso Hogarth (The Analysis of Beauty). Sia il dipinto di Garino sia l’incisione di Hogarth appartengono alla collezione privata di Giulio Paolini.
• Alicia d’Amico, Jorge Luis Borges, 1963, stampa ai sali d’argento (riproduzione tratta da Emir Rodriguez Monegal, Borgès par lui-même, Éditions du Seuil, Parigi 1970, p. 12).
• Fotografia dell’atrio di casa di Giulio Paolini scattata da Paolo Mussat Sartor, 1988.
• William Hogarth, William Hogarth Painting the Comic Muse, 1764, incisione, ultimo stato, 75 x 60 cm, Collezione Giulio Paolini.
• Angelo Garino, Nota intima, 1887, olio su tela, 95 x 140 cm, Collezione Giulio Paolini.
| 1999 | Ginevra, MAMCO Musée d’art moderne et contemporain, Giulio Paolini. Salles d’attente, 22 giugno - 23 dicembre, senza catalogo. |
| 2013-14 | Roma, MACRO Museo d'arte contemporanea Roma, Giulio Paolini. Essere o non essere, 29 novembre 2013 - 9 marzo 2014, citato come esposto p. 154, ripr. col. p. 139 (veduta dell’opera in mostra), scheda di M. Disch p. 138 (italiano) / 138-139 (inglese); nella guida alla mostra ripr. col. p. 37 (veduta espositiva Ginevra 1999), scheda di M. Disch pp. 36-37 (italiano e inglese). |
| 2015 | New York, Marian Goodman Gallery, Giulio Paolini, 6 febbraio - 12 marzo, citato come esposto p. 165, ripr. col. pp. 34-35, 37, 39 (vedute dell’opera in mostra, con particolari), passaggio monografico nel testo di M. Disch p. 42. |
| • | M. Disch, Giulio Paolini. Catalogo ragionato 1960-1999, Skira editore, Milano 2008, vol. 2, cat. n. 833, p. 858, ripr. col. (veduta espositiva Ginevra 1999). |
| • | L. Violo, Giulio Paolini. Siamo tutti comparse, in "Wannenes art magazine", a. 6, n. 2, Genova, ottobre 2016, ripr. col. p. 26 (veduta espositiva New York 2015). |
| • | A. Soldaini, G. Paolini, In dialogo, in Giulio Paolini. A come Accademia, catalogo della mostra, Accademia Nazionale di San Luca, Roma, Gangemi Editore, Roma 2023, p. 92, ripr. col. (veduta espositiva Roma 2013) |